I pupi palermitani che non ci aspettavamo

Quando siamo partiti per Palermo, una delle cose che mio figlio aveva ben in mente erano i pupi perchè, in vista della partenza, la nonna aveva tirato fuori due marionette comprate a mio marito e mio cognato quando erano piccoli e le aveva fatte conoscere al nipote-viaggiante-viaggiatore, accennandogli la storia di questi due cavalieri. Così siamo partiti con le idee molto chiare: noi a Palermo andiamo a cercare i pupi! Continua a leggere I pupi palermitani che non ci aspettavamo

Scoprire Viareggio e il suo Carnevale del cuore

Viareggio e le sue spiagge, Viareggio e la sua passeggiata, Viareggio e la Versilia.. Cose che sapete ma forse non tutti vi siete mai fermati a riflettere che prima di tutto Viareggio è il suo Carnevale: il Carnevale fatto col cuore che si tramanda di generazione in generazione fra i maestri carristi e la gente che ogni anno partecipa a questa manifestazione.

A me il Carnevale piace, ma i carri li avevo sempre visti solo in TV, con volti di politici che nell’anno avevano lasciato un segno nella storia del paese.

Visitare la Cittadella è invece tutta un’altra storia, è qualcosa che non ci si aspetta, io per prima non avevo idea di cosa mi sarei trovata davanti sabato scorso quando insieme al gruppo organizzato da Silvia Ciriegi per la prima #bloggingexperience, ci siamo recati lì. Continua a leggere Scoprire Viareggio e il suo Carnevale del cuore

Facciamo una passeggiata a Zurigo?

Oggi ho deciso di portarvi a Zurigo perchè prima o poi vi potrebbe capitare di fare scalo nell’aeroporto di questa città con qualche ora di attesa e potreste cogliere l’occasione per fare due passi in centro.
A me era già capitato qualche anno fa, mentre il mese scorso ci sono ritornata per lavoro e, avendo una serata libera, ne ho approfittato per fare una bella passeggiata per le vie del centro.
E’ vero che non ci sono stata con mio figlio, ma voglio proporvela perchè è una passeggiata assolutamente alla portata dei più piccoli, anche con i passeggini e comunque un’ottima alternativa ad una lunga e noiosa attesa in aereoporto. Ho trovato la città così calma, serena e silenzionsa che, essendo partita proprio nel giorno dell’attentato all’aereporto di Bruxelles, mi ha assolutamente tranquillizzata e la passeggiata che ho fatto mi ha dato completo conforto dopo le tensioni accumulate inevitabilmente nei due aeroporti che avevo attraversato in giornata.

La facile raggiungibilità del centro in poco tempo è chiaramente possibile per l’alta efficienza dei mezzi pubblici della città. Il taxi non ve lo consiglio, viste le tariffe applicate, mentre treni e autobus hanno, si un costo del biglietto più alto rispetto alla media a cui siamo abituati, ma sicuramente più sostenibile dei taxi.

Alloggiavo in uno dei grandi alberghi vicini all’aereoporto e quindi anche per poter mangiare qualcosa di diverso dalle grandi catene di fast food vicine, ho deciso di andarmene in centro.  Su suggerimento di una delle gentili signorine della reception, ho usufruito dello shuttel dell’hotel che andava e veniva dal terminal (già preso infatti per fare il traggitto aereoporto-hotel) e sono tornata in aereoporto e da qui mi sono diretta verso la stazione dei treni sotterranea.
Acquistando il biglietto a/r di 13,20CHF si raggiunge il centro città in appena 10/15 minuti, dipende da quante fermate intermedie farà. Non c’è ovviamente da correre, perchè la frequenza di questi treni è davvero alta.

Arrivata alla stazione, peraltro bellissima, ho cercato subito una mappa della città (affacciatevi nell’info point e scoprirete tanto materiale turistico a portata di mano e gratis, oltre che persone molto gentili a rispondere alle vostre domande). Uscendo dalla stazione, ho superato il ponte e segito la via Limmatquai, in direzione del centro, e quindi il canale che poi sfocia nel grande lago. Qui la luce è via via calata regalandomi uno spettacolo di romanticismo assoluto.

Zurigo

In questo tratto ho alternato il lungofiume con le strade parallele dello shopping zurighese, ovviamente tutto al di fuori dalla mia portata, ma un pò di belle vetrine non fanno mai male.

Arrivata davanti alle torri della chiesa Grossmunster, ho attraversato nuovamente il ponte verso la Fraumunster, la chiesa più famosa della città per le 5 vetrate dipinte da Chagall per tornare indietro.
Lo spettacolo da entrambe le sponde è stato incantevole con le luci degli edifici che si riflettevano nell’acqua, gente mano nella mano a passeggio e qualche fotografo professionista a cogliere  degli scatti davvero unici.

In questa zona, i miei colleghi zurighesi mi avevano consigliato un posticino per cena a prezzi contentui, il Zeughauskeller, un grande pub all’interno di una vecchia armeria (e si intuisce dai numerosi oggetti appesi alle pareti) dove è possibile gustare le specialità zurighesi accompagnate da un bel bicchiere di birra. Il locale si trova appena dietro la Fraumunster,  è parecchio frequentato ma siccome i tavoli vengono condivisi mettendo insieme i clienti in base alla necessità, si mangia velocemente. Ho assaggiato il wurstel alla zurighese…che ve ne pare?  

 wurstel alla zurighese 
A me viene l’acquolina in bocca solo a rivedere la foto.

Ritornando indietro verso la stazione, mi sono poi persa in un dedalo di vicoletti tortuosi davvero caratteristici. Anche se era tardi, la città era talmente tranquilla e silenziosa che camminare dopocena è stato davvero piacevole.

Il giro che vi ho illustrato si fa tranquillamente in un paio di ore (esclusa la sosta al pub) quindi se passate di qui e avete un pò di tempo, tenete in considerazione la possibilità di fare un giretto in centro a Zurigo!

Il lago Trasimeno e la sua Isola Maggiore

Il lago Trasimeno è uno di quei posti che avevo imparato a conoscere alle scuole elementari quando la mia maestra ci spiegava la geografia e ci insegnava i nomi dei principali laghi italiani. Ed io questo laghetto (dico laghetto perchè era piccoletto sulla cartina geografica rispetto ai grandi laghi del Nord) me lo sono sempre tenuto a mente. Il destino ha poi voluto che, conoscendo mio marito, mi avvicinassi alla scoperta di questo lago e dei borghi che lo circondano.

E’ un lago tettonico che si alimenta solo da acqua piovana, che offre la possibilità di scoprire tanti luoghi d’arte e piccoli borghi, assaporare la cultura dei pescatori del lago ma anche di immergersi in una natura e atmosfera nuove, o per lo meno per me lo sono state  (anzi se avete voglia di scoprire una vera e propria oasi naturalistica e fare una bella esperienza di birthwatching, leggete la nostra esperianza qui).

Il lago ha il suo fascino in ogni stagione e ha sempre qualcosa da offrire, anche solo un pò di aria salutare lontana dallo smog delle grandi città. Ovviamente rinasce in primavera quando il lungolago si riempie di verde, di piccole spiaggette che iniziano ad essere attrezzate con ombrelloni, sdraio e pedalò, i campeggi si riempioni, arrivano tanti turisti, tanta gente del luogo che nei week end trascorre le giornate qui, e tanti pescatori piò o meno amatoriali che popolano le rive.Lago Trasimeno

Fra le tante possibilità che offre, il giorno di Pasqua abbiamo deciso di rifare una bella gita sull’Isola Maggiore, prendendo il vaporetto dal molo di Castiglione._DSC0066_474 L’isola si gira comodamente in un’ora, un’ora e mezza; vi suggerisco, appena scesi, di girare a sinistra e salire su per arrivare alla Pieve (la salita è abbastanza comoda). Non proseguite sul lungo lago perchè rischiate di dover fare troppo salita dall’altra parte dell’isola per arrivare alla chiesa. Seguite il nostro itinerario qui sotto e vedrete che anche per i bambini la passeggiata sarà gradevole, anzi quasi all’inizio della strada verso la piede troverete dei giochi per bambini e dei tavolini da picnic, così da fare una sosta all’andata o al ritorno. IMG_7564_474

L’isola ha vissuto ahimè l’abbandono dei suoi abitanti che da 600 sono diventati solo 17, in inverno, e poco più del doppio in estate quando si popola di turisti che soggiornano qui,  o di ex residenti che tornano nelle loro case per trascorrere i mesi estivi.
L’isola è famosa per la lavorazione del merletto che Guglielmo I, un ex ammiraglio trasferitosi qui, avviò aprendo una vera e propria scuola all’interno del  suo bellissimo castello che costruì come fosse il posto di comando di una nave.Castello Guglielmo I - Isola Maggiore Il Castello al momento (da un pò di anni, per la verità) è chiuso, i lavori di ristrutturazioni sono bloccati e purtroppo  non è possibile visitare la parte dell’isola intorno all’edificio. Peccato, a detta nostra ma anche a detta delle guide che abbiamo trovato nella Pieve e nel museo, perchè era ricco di opere che purtroppo con l’abbandono sono andata perse.
La lavorazione dei merletti sull’isola si distinse da quella tradizionale per l’uso di un ago appuntito e finissimo e di un filo molto sottile con i quali venivano realizzati i famosi merletti a punto Irlanda, caratterizzati da motivi floreali, uniti tra loro attraverso una rete.

Merletto a punto d'IrlandaIl merletto nasce per imitare nella leggerezza i più famosi ricami veneziani a punto in aria ma assume poi una connotazione nuova e orignale grazie all’unione di motivi ricorrenti, lavorati singolarmente e che, uniti, danno vita a oggetti di forme e dimensioni diverse. Il museo del Merletto che trovate davanti al molo ci ha fatto fare un vero tuffo nel passato, vi sono esposte infatti tanti manufatti dell’epoca e anche un bellissimo abito da sposa.

L’altro motivo che rende l’isola famosa è il passaggio di San Francesco d’Assisi che trascorse qui un’intera Quaresima in digiuno e preghiera. La principale testimonianza del suo passsaggio  rimane nella precoce presenza (fin dal ‘200) dei frati francescani sull’isola che vi costruirono un piccolo convento, successivamente ampliato per diventare l’attuale Pieve di San Michele Arcangelo. Sentiero di San Francesco - Isola MaggioreDue luoghi sono tutt’ora venerati perchè legati al passaggio del Santo, la fonte che Francesco stesso scavò con le sue mani per far affiorare l’acqua  e una cappellina con all’interno quello che fu il suo giaciglio durante la Quaresima che trascorse sull’isola.

La passeggiata è davvero piacevole e quello che vi consiglio è di entrare nella Pieve, nella casa del Capitano e nel museo del Merletto e lasciarvi guidare dai volontari che sono presenti e pronti a raccontarvi un pò di storia e aneddotti di questa bella isoletta del Trasimeno.

PS: questo weekend (9-10 Aprile 2016) Castiglion del Lago si è svolta la tradizionale Festa del Tulipano. Tutto il paese, diviso in contrade, ha partecipato come ogni anno a questa manifestazione creando delle bellissime opere con i tulipani e le espone fuori dalle proprie case. Terrazze, porte, balconi ma anche carri allegorici che sfilano per le vie del paese, sono realizzati in un tripudio di colori che vi lasceranno a bocca aperta.
Festa del Tulipano Castiglion del Lago

Noi ci siamo stati lo scorso anno per la prima volta e siamo rimasti a bocca aperta. La festa nacque negli anni ’50 quando alcune famiglie olandesi trasferitesi qui proprio per coltivare i bulbi, iniziarono a festeggiare l’arrivo della primavera addobbando le terrazze e creando dei carri con il primo fiore del tulipano, quello troppo piccolo per essere venduto.
Da allora continua questa tradizione che trasforma Castiglion del Lago in un bellissimo e coloratissimo paese fiorito. Qualcuno di voi c’è stato?

MOM Approved ovvero…a misura di bambino

In attesa di riordinare le foto della settimana bianca e raccontarvi un pò di quello che abbiamo combinato in Val di Sole, vi parlo di un convegno che si è tenuto sabato scorso a Bologna e al quale ho partecipato. Purtroppo non fisicamente (vd compleanno del piccolo viaggiatore) ma dando il mio contributo attraverso dei video che proprio in settimana bianca avevo girato.

Il convegno si chiama  “In viaggio con i bambini, perchè no?” organizzato da M.O.M. Approved un gruppo affiatato ed entusiasta di mamme che esce, viaggia, va a mangiare fuori e individua tutte le strutture family-friendly, ovvero attente alle esigenze delle famiglie e soprattutto dei piccoli. Cercano i luoghi, li testano da sole e poi ci tornano con i bambini per la prova vera, verificando cosa la struttura consente loro, cosa offrono i gestori e come gli spazi vengono condivisi con gli altri clienti. Alla fine si confrontano con i proprietari per accordare l’adesione al progetto e certificare che il locale o la struttura sia veramente adatta ai bambini e le famiglie, con tanto di bollino!
Non immaginate la mia emozione quando sono stata contattata e soprattutto ho saputo che insieme ad altre autorevolissime mamme e papà avrei potuto dire la mia sul tema, dimostrando che viaggiare coi bimbi si può e anzi è un momento di crescita importante per i piccoli ma anche per noi!

in-viaggio-con-i-bambini-12-marzo

Le mamme di MOM Approved sono di Bologna ma guardano ovunque perciò al convegno sono state invitate a partecipare ed intervenire mamme da tutta Italia che hanno un blog e raccontano le loro esperienze, affinchè possano essere utili a chi vuole organizzare un viaggio. Durante la giornata sono intervenute Valentina Cappio del blog  The Family Company che ha spiegato come organizzare un viaggio da sola con i proprio bambini.

ma anche Francesca di Non chiamatemi Turista il blog di viaggi  con bambini zaino spalla.

Insieme a loro due sono stati chiamati a dire la loro sull’organizzazione di un viaggio con bambini, a cosa si fa attenzione, cosa si prediligie e quali sono (se ci sono) i trucchi, altri travel blogger,  fra cui la sottoscritta :-))) e poi i bravissimi e seguitissi, Miprendoemiportovia – il blog di viaggi di Elisa e Luca,   Valigia e Passeggino – Family Travel Blog, I Viaggi dei Rospi e Patatofriendly Blog di Viaggi coi bambini”

Volete vedere cosa abbiamo raccontato di noi? Guardate il video qui e fatemi sapere cosa ne pensate 🙂

Ringrazio ancora le mamme di MOM Approved, Agathe, Anna, Laurell e Miriam, per il loro impegno, il lavoro che hanno svolto per il convegno e quello che fanno ogni giorno per realizzare la loro missione: un mondo pieno di luoghi adatti alle esigenze di tutti, per primi i bambini, perchè viaggiare con loro si può e anzi è il regalo più bello che possiamo fare per i nostri piccoli!

Settimana bianca: la valigia dei bambini

Non so voi, ma io la valigia per andare a sciare la trovo… FACILE… permettetemi di dirlo. Facile per me che lascio a casa quei pochi trucchi che di solito uso, collanine, braccialetti e anelli che di solito ho sempre dietro, mi spoglio di tutti i vezzi nell’abbinare modelli e vestiti, porto solo un pettine tanto è inutile tentare di spazzolarsi bene i capelli visto che i cappelli di pile spiaccicano ogni bene e riempio la valigia di pile, magliette termiche e pantaloni tecnici..TOP! Una valigia che quindi ha poche pretese se non stare comodi e coprirsi bene.

Se però passiamo alla valigia per mio figlio, da mamma premurosa-che-vuole-pensare-a-tutto, comincio a fare la lista delle cose che assolutamente non devono mancare. Ieri, con la preziosa collaborazione del mio piccolo viaggiatore, abbiamo fatto insieme la sua valigia e mi ha stupito come abbia ben chiari certi passaggi.

Vi racconterò cosa abbiamo messo in valigia, quello a cui ha pensato lui e quello che ho messo io per lui, perchè possa avere il necessario per sciare, trascorrere qualche giorno di vacanza e tamponare qualche eventuale disagio/malanno.

Ha esordito dicendo “Mamma, se dormiamo fuori, dobbiamo portare i librini da leggere quando si va a letto“. E niente…lo adoro perchè anche io, quando parto, penso sempre a quale libro da leggere portare (stavolta ne ho comprato anche uno per l’occasione…yeahh). E quindi per prima cosa gli ho fatto scegliere 3/4 librini da portare. Su quali edizioni di solito compriamo perchè ottime e soprattutto leggere da portare in valigia, ve ne ho già parlato qui. Stavolta ha optato per il furbo Guizzino, l’inseparabile Pezzettino, l’intramontabile Pinocchio e un istruttiva “Favola di Mamma pipistrello“. Per finire il giro, abbiamo messo in valigia anche due album da colorare, i pennarelli e un’edizione di memory tascabile e due piccole moto (come fai a partire senza 😊)  Confesso che ci porteremo dietro anche un lettore per guardare i cartoni, che useremo per il viaggio visto la sua poca passione per il tempo da trascorrere in auto.
Quando saremo lì, in hotel ci aspetta una sala attrezzata con giochi per bambini e spero anche altri bambini, quindi avranno sicuramente come intrattenersi. Mi porto dietro gli album da colorare e il memory perchè l’anno scorso ad esempio, dopo aver giocato nella stanza dei giochi, i bambini si mettevano tutti intorno ad un tavolo a condividere i giochi che ognuno aveva portato.

Detto questo passiamo invece all’abbigliamento. Qui ho cercato di concentrare tutto e ho fatto delle scelte, che ne pensate? Ho dimenticato qualcosa?

  • tuta da sci (ovvio, ma si parte da quella)
  • stivaletti doposci
  • 1 paio di scarpe da ginnastica (per stare in hotel)
  • guanti da sci e guanti di lana (per le passeggiate in paese)
  • scaldacollo
  • 2 cappelli  e dico 2… l’anno scorso infatti ci è capitato di perderlo e quindi menomale che la mamma c’aveva pensato (nulla di male, tutto si può comprare, figuriamoci un cappello di pile in una località sciistica, ma a volte averlo, facilita)
  • 2 pile
  • 1 felpa
  • 2 maglie termiche
  • 1 calzamaglia tecnica
  • 3 maglie a maniche lunghe (per stare in hotel), ovviamente ha scelto le sue preferite
  • 1 pantalone di pile e 1 pantalone da tuta
  • calzini pesanti (anche di ricambio da tenere nello zaino, perchè a noi è capitato spesso di bagnarli)
  • un micro asciugamano (me lo terrò nello zaino per ogni evenienza)
  • occhiali da sole, mio figlio ne è un utilizzatore estremo
  • pigiama, ciabbatte e biancheria intima
  • una crema solare (l’anno scorso tempo splendido, magari riusciamo a replicare?)
  • uno stick labbra per il freddo IMG_7192_250
  • spazzolino, dentifricio (ovviamente)
  • un antipiretico per la febbre, termometro da viaggio, lo sciroppo per la tosse, dei fermenti e, trattandosi di maschietto, il kit emergenza-per-infezione-al-p******ino.  Direte “accidenti, addirittura?”. Addirittura si, il mio bimbo non ne soffre spesso, gli è successo solo due volte in vita sua ma l’ultima si è verificata proprio l’anno scorso, il primo giorno della nostra settimana bianca. Quindi… anzichè chiamare la pediatra da 2000 metri, farsi infamare perchè sono lassù  e poi  implorare il farmacista di paese di darmi l’occorrente da lei indicato per sfiammare, stavolta parto attrezzata!

Mi pare non ci sia altro, adesso sta a voi dirmi cosa ne pensate.
Sono riuscita a concentrare abbastanza?

Morbegno, il Bitto e la Famiglia Ciapponi

Metti la Valtellina, una giornata nevosa, un consiglio di un’amica ed eccoci a Morbegno, la patria del più buono formaggio DOP valtellinese: il Bitto.

A circa un’ora da Tirano si trova questo delizioso borgo ai piedi delle Alpi Retiche, sempre in provincia di Sondrio, che ci ha regalato un percorso gastronomico attraverso la memoria di uno dei suoi abitanti più famosi. Continua a leggere Morbegno, il Bitto e la Famiglia Ciapponi

Trenino Rosso del Bernina: le nostre fermate

La linea del Bernina, patrimonio Mondiale dell’UNESCO, collega la cittadina di Tirano alla più famosa cittadina di St. Moritz, 60km di ferrovia, con circa 190 ponti, 60 gallerie, ponti elicoidali e viadotti…e tutto senza cremagliera!  Si parte da 429mt sul livello del mare, per arrivare ai 1700 circa di St. Mortiz, passando dal punto più alto a 2253mt di Ospizio Bernina. Continua a leggere Trenino Rosso del Bernina: le nostre fermate

Capodanno sul Trenino Rosso del Bernina: istruzioni per l’uso

Quest’anno avevamo pochissimi giorni a disposizione per Capodanno perciò serviva un posto non troppo lontano da raggiungere, magari in montagna e con qualcosa di sfizioso da fare e vedere.

E così, dopo un pranzo di famiglia, nel mese di ottobre, durante il quale i miei zii ci raccontavano di questo affascinante percorso in treno tra l’Italia e la Svizzera che loro avevano fatto d’estate, ci siamo detti “perchè non andarci per Capodanno?” Continua a leggere Capodanno sul Trenino Rosso del Bernina: istruzioni per l’uso

Tapas mon amour – 5 piatti da non perdere a Barcellona

Se c’è una cosa a cui ho scoperto di non riuscire a resistere è il cibo spagnolo.

Già del mio ultimo viaggio a Siviglia di qualche anno fa, avevo dei ricordi gastronimici molto ma molto piacevoli, a maggior ragione perchè ero accompagnata da una mia amica conoscitrice della città, della Spagna e amante della buona cucina.

E a Barcellona non poteva che essere così.. come si fa a resistere alla miriade di localini dove puoi fermarti a bere una birra o ancora meglio un bicchiere di sangria a qualsiasi ora e mangiare dei deliziosi stuzzichini?

Ma andiamo per ordine, ecco i miei 5 piatti assolutamente irresistibili, da provare almeno una volta.

Paella: il piatto più tradizionale della Spagna, per mangiarla davvero buona dicono si debba andare a Valencia, ma quella che ho (più volte ndr) mangiato a Barcellona è stata di assoluto buon livello. Ordinatela per più persone e vedrete quanto sarà più coreografica. Personalmente preferisco quella tutta di mare, solitamente servita nel tegame in cui viene cucinata (quello basso, tondo con i manici ai lati). Tocchi di pesce, calamari e gamberoni la fanno da padrone. Questa volta ho assaggiato anche la variante al nero di seppia (Arroz de negro), buona ma, per lo meno la mia, è risultata un pò salata, vorrà dire che al prossimo viaggio in Spagna, la riassaggerò! 🙂
Come si può facilmente capire, il piatto è super adatto per i bambini e in un colpo solo li avrete accontentati.
Paella

Huevos rotos con patatas y jamón serrano: questa è una tapas fra le più tipiche, l’avevo assaggiata e l’ho riordinata con estremo piacere. Per gustarla davvero, prendete poco altro insieme perchè, come dire…è molto nutriente!! La base è fatta di patate (non necessariamente fritte) e poi sopra l’uovo (stavolta fritto) e pezzetti di jamon serrano a cascata. A dirla tutta, ho provato di recente a rifarla anche a casa, ma purtroppo le ricette che ho trovato su internet indicavano tutte di friggere le patate. Secondo me la cottura invece è un’altra ma certo non sono venute cattive 🙂

Paella

Patas bravas: questa tapas è molto molto diffusa, molto economica, ottima come antipasto, per un aperitivo o uno stuzzichino pomeridiano e da accompagnare rigorosamente con una birra fredda. Le patate rigorosamente fritte (alla fine del post vi renderete conto che la maggioranza dei piatti in realtà prevede la frittura) infatti cosparse da una salsa rosa piccante, perciò avere qualcosa di fresco da bere è proprio l’ideale. La salsa è simile alla maionese ma esistono varie ricette e alcune non prevedono il latte ma solo la farina, il pomodoro, la cipolla e ovviamente…la paprika!

IMG_6376_300Melanzane fritte con salsa al miele: una recente scoperta che ho molto apprezzato anche se di solito non amo l’accostamento salato-dolce. Devo dire che il taglio della melanzana fa la sua differenza perchè per rendere questa tapas davvero buona, le melanzane devono essere tagliate e fritte in modalità chips. Più sottili e croccanti saranno, più delicato sarà il sapore con il miele, più sarà difficile smettere di mangiarle!

IMG_6337_300Croquettes…. e con queste vi si aprirà un mondo! Ne esistono di mille tipi: di baccalà, di jamon, di formaggio, di pesce. In certi posti potrete anche cenarci, ordinandone una di ogni tipo e i prezzi sono assolutamente contenuti. Anche questo è chiaramente super adatto ai bambini…quale bambino non ama le polpette?

Che ne dite… vi ho ispirato? Non dimenticate poi di accompagnare le vostre tapas con la birra o ancora meglio con dell’ottima sangria e poi soprattutto godervi l’atmosfera dei locali spagnoli.

"Viaggiare ha senso solo se si torna con qualche risposta nella valigia" – Tiziano Terzani "Un indovino mi disse"

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