Dalla Sagrada Familia a Parc Gruel, per finire a Casa Batloò

Questo è un itinerario classico, con le tappe più belle per chi visita Barcellona per la prima volta o ci ritorna dopo molti anni.

Devo dire che gli ingressi a chiese&co non sono economicissimi ma alcune visite sono assolutamente imprescindibili per immergersi nello stile dettato principalmente dal famoso architetto catalano Antonio Gaudì.

7 delle sue opere che si trovano a Barcellona sono state dichiarate Patrimonio dell’Unesco, opere anche molto diverse tra loro ma riconoscibili dalle forme naturali ma allo stesso tempo stravaganti che riusciva a creare unendo vari materiali che studiava minuziosamente nella loro resa.

La nostra prima giornata a Barcellona è quindi iniziata dalla Sagrada Familia, la grande opera incomputa di Gaudì, mai terminata per via della morte prematura dell’architetto, morto mentre si recava presso il cantiere proprio di questa chiesa, investito da un tram. I lavori di questa chiesa vanno avanti da 132 anni, fu Gaudì quasi con presagio a dire che “il suo cliente non aveva fretta”.
Quando ero stata qui nel lontano ’91 mancava il tetto e non era neppure consacrata.
Adesso lo è e quando sarà terminata, pare nel 2026 sarà la chiesa più grande mai costruita al mondo e anche la più alta con le sue 18 torri, 12 dedicate agli apostoli, 4 agli evangelisti, una alla Madonna e una a Gesù. E’ una chiesa che in pieno stile medioevale racconta la Fede e la religione.
Fermatevi ad osservare le facciate, quella della Passione e, la più bella per me, quella della Natività o della Vita, un intreccio di personaggi e immagini della natura incastonati tra archi, foglie, rami e nicchie. _DSC0016_472

Pare che Gaudì abbia usato calchi in gesso della gente del luogo per fare le statue di questa facciata che è stata anche la prima ad essere ultimata.

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All’interno della chiesa, la navata centrale è costruita come a rendere l’idea di un bosco, le colonne infatti ricordano degli alberi, con i rami a reggere l’alto soffitto. Anche qui le colonne rappresentano gli Apostoli e altre le chiese di tutto il mondo.

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Nella chiesa potrete percepire l’estro di questo grande artista e la simbologia che è riuscito a rappresentare all’interno e anche all’esterno di questa grandiosa opera. Nella cripta, prima parte della chiesa ad essere ultimata, utilizzata per le celebrazioni quotidiane, è sepolto Gaudì, l’architetto maestro nel modellare i materiali e geniale nelle soluzioni architettoniche che sapeva trovare.

I biglietti vi consiglio, come avevamo fatto noi, di acquistarli online qui, salterete la fila e potrete scegliete la tipolgia di visita e l’orario più consono per voi. Noi abbiamo optato per la visita senza guida nè audioguida e solo con la nostra Lonely ce la siamo cavata egregiamente.

Finita la visita, abbiamo preso la metro per andare a Parc Guell (fermata Valcarca), altro famoso capolavoro di Gaudì. Attenzione a come raggiungere il parco, dalla nostra fermata di metro, abbiamo seguito le indicazioni che ci hanno portato diretti diretti alle scale mobili (5/6 rampe). Se invece volete entrare dall’ingresso principale (Lesseps), sappiate che le scale non ci sono e dovrete salire a piedi. Molto meglio uscire da qui e fare il percorso in discesa 🙂

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Questo giardino, nato come il “giardino dei ricchi“, comprende tutto il fianco di una collina, dalla cui cima si ammira un bellissimo panorama sulla città. Tutto è stato progettato da Gaudì: le aree verdi, le strane strutture costruite a mo’ di foresta, le casette in stile Hansel e Gretel, le fontane, il mosaico-lucertola più famoso al mondo.

_DSC0082_300Passeggiare nei vialetti è davvero piacevole anche se vi sconsiglio di arrivarci per pranzo e senza aver preacquistato i biglietti, come invece abbiamo fatto noi. Dentro infatti non c’è niente per poter mangiare o comprare qualcosa e la coda per entrare nella zona con le opere principali può essere scoraggiante.

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Perciò noi abbiamo optato per rimanere fuori dall’area  a pagamento, di fatto si vede anche dalla terrazza che c’è subito sopra e poi in direzione dell’ingresso principale ci siamo fermati nello spazio giochi per bambini. D’altronde la domanda di mio figlio per tutto il tempo è stata “ma che parco è se non ci sono i giochi?”

Ripresa la metro fino a Diagonal, siamo scesi lungo Paseo de Gracias, l’elegante via di Barcellona con i suoi negozi di moda e di design più chic della città.
Dopo una sosta a mangiare le tapas più buone del nostro soggiorno (ma di questo ne parleremo più avanti), abbiamo attraversato la via, passando davanti a Casa Milà o la Pedreda, altro capolavoro nato dall’estro di Gaudì. _DSC0092_472

Ultima tappa di questa giornata, la più incredibile, la più inaspettata, la più straordinaria e sorprendente, anche per un bambino di 4 anni, è stata Casa Batllò.

Non avevamo in programma di entrare ed eravamo anche un pò indecisi se farlo, ma devo dire che la scelta non poteva che essere così giusta. A disposizione di grandi e piccini c’è un’audioguida compresa nel ticket di ingresso (costo 20€ per gli adulti, bambini gratis). Un’audioguida un pò diversa dal solito perchè in dotazione viene fornito anche un tablet che ci ha permesso di inquadrare le stanze della casa e rivedere tramite realtà aumentata alcune ambientazioni dell’epoca o semplicemente l’ispirazione di Gaudì nel creare un determiato effetto all’interno della casa. Non potete immaginare il successo di tutto ciò nelle mani di un bambino di 4 anni. E così abbiamo ascolato le minuziose speigazioni su questo che è sicuramente il capolavoro più ingegnoso e spettacolare di Gaudì. _DSC0109_472

Con questa casa, nacque un nuovo modo di fare architettura, quella di inizio 900 dove tutto è stato costruito con uno scopo e per sfruttarne le funzionalità, senza tralasciare l’estro e l’originalità: il cortile centrale progettato per dare luce e ventilazione a tutta la casa,le tonalità di azzurro da più scuro a più chiaro in modo da dare l’impressione che la luce fosse identica a qualsiasi altezza. _DSC0126_300Tutto è ispirato alla natura, dalle maniglie ai corrimano delle scale, ai comignoli sul tetto che ricordano delle colonie di funghi.

Per la facciata, Gaudì plasmò con le mani il gesso che usò per ottenere le forme, curò dettagliatamente il mosaico delle piastrelle spezzettate, usò la pietra, il vetro, la ceramica e il ferro per creare un effetto di luci e ombre.  In questo modo sono nate le diverse interpretazioni della facciata che hanno dato a questa opera i nomi di Casa delle ossa, Casa di zucchero o delle onde del Mediterraneo, come pure Casa delle ninfee perchè la facciata ricorda l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno di ninfee.

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La casa che gli fu commissionata venne esaltata fin da subito per la sua originalità, un’opera realizzata in assoluta libertà ed inventiva che insieme alla Sagrada Familia rappresentano i due assoluti capolavori dell’artista.

Consiglio a tutti di visitarla, prendetevi un paio di ore e scoprite tutte le trovate architettoniche che si trovano dietro ad ogni dettaglio, ne rimmarrete letteralmente affascinati.
Da segnalare anche lo shop che troverete alla fine della visita, tantissimi oggetti ispirati allo stile della casa e addiruttura è possibile ordinare riproduzioni dei mobili, delle sedie e dei tavoli progettati da Gaudì!

"Viaggiare ha senso solo se si torna con qualche risposta nella valigia" – Tiziano Terzani "Un indovino mi disse"

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