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In questa sezione troverai articoli e diari dei miei viaggi in Europa

Facciamo una passeggiata a Zurigo?

Oggi ho deciso di portarvi a Zurigo perchè prima o poi vi potrebbe capitare di fare scalo nell’aeroporto di questa città con qualche ora di attesa e potreste cogliere l’occasione per fare due passi in centro.
A me era già capitato qualche anno fa, mentre il mese scorso ci sono ritornata per lavoro e, avendo una serata libera, ne ho approfittato per fare una bella passeggiata per le vie del centro.
E’ vero che non ci sono stata con mio figlio, ma voglio proporvela perchè è una passeggiata assolutamente alla portata dei più piccoli, anche con i passeggini e comunque un’ottima alternativa ad una lunga e noiosa attesa in aereoporto. Ho trovato la città così calma, serena e silenzionsa che, essendo partita proprio nel giorno dell’attentato all’aereporto di Bruxelles, mi ha assolutamente tranquillizzata e la passeggiata che ho fatto mi ha dato completo conforto dopo le tensioni accumulate inevitabilmente nei due aeroporti che avevo attraversato in giornata.

La facile raggiungibilità del centro in poco tempo è chiaramente possibile per l’alta efficienza dei mezzi pubblici della città. Il taxi non ve lo consiglio, viste le tariffe applicate, mentre treni e autobus hanno, si un costo del biglietto più alto rispetto alla media a cui siamo abituati, ma sicuramente più sostenibile dei taxi.

Alloggiavo in uno dei grandi alberghi vicini all’aereoporto e quindi anche per poter mangiare qualcosa di diverso dalle grandi catene di fast food vicine, ho deciso di andarmene in centro.  Su suggerimento di una delle gentili signorine della reception, ho usufruito dello shuttel dell’hotel che andava e veniva dal terminal (già preso infatti per fare il traggitto aereoporto-hotel) e sono tornata in aereoporto e da qui mi sono diretta verso la stazione dei treni sotterranea.
Acquistando il biglietto a/r di 13,20CHF si raggiunge il centro città in appena 10/15 minuti, dipende da quante fermate intermedie farà. Non c’è ovviamente da correre, perchè la frequenza di questi treni è davvero alta.

Arrivata alla stazione, peraltro bellissima, ho cercato subito una mappa della città (affacciatevi nell’info point e scoprirete tanto materiale turistico a portata di mano e gratis, oltre che persone molto gentili a rispondere alle vostre domande). Uscendo dalla stazione, ho superato il ponte e segito la via Limmatquai, in direzione del centro, e quindi il canale che poi sfocia nel grande lago. Qui la luce è via via calata regalandomi uno spettacolo di romanticismo assoluto.

Zurigo

In questo tratto ho alternato il lungofiume con le strade parallele dello shopping zurighese, ovviamente tutto al di fuori dalla mia portata, ma un pò di belle vetrine non fanno mai male.

Arrivata davanti alle torri della chiesa Grossmunster, ho attraversato nuovamente il ponte verso la Fraumunster, la chiesa più famosa della città per le 5 vetrate dipinte da Chagall per tornare indietro.
Lo spettacolo da entrambe le sponde è stato incantevole con le luci degli edifici che si riflettevano nell’acqua, gente mano nella mano a passeggio e qualche fotografo professionista a cogliere  degli scatti davvero unici.

In questa zona, i miei colleghi zurighesi mi avevano consigliato un posticino per cena a prezzi contentui, il Zeughauskeller, un grande pub all’interno di una vecchia armeria (e si intuisce dai numerosi oggetti appesi alle pareti) dove è possibile gustare le specialità zurighesi accompagnate da un bel bicchiere di birra. Il locale si trova appena dietro la Fraumunster,  è parecchio frequentato ma siccome i tavoli vengono condivisi mettendo insieme i clienti in base alla necessità, si mangia velocemente. Ho assaggiato il wurstel alla zurighese…che ve ne pare?  

 wurstel alla zurighese 
A me viene l’acquolina in bocca solo a rivedere la foto.

Ritornando indietro verso la stazione, mi sono poi persa in un dedalo di vicoletti tortuosi davvero caratteristici. Anche se era tardi, la città era talmente tranquilla e silenziosa che camminare dopocena è stato davvero piacevole.

Il giro che vi ho illustrato si fa tranquillamente in un paio di ore (esclusa la sosta al pub) quindi se passate di qui e avete un pò di tempo, tenete in considerazione la possibilità di fare un giretto in centro a Zurigo!

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Tapas mon amour – 5 piatti da non perdere a Barcellona

Se c’è una cosa a cui ho scoperto di non riuscire a resistere è il cibo spagnolo.

Già del mio ultimo viaggio a Siviglia di qualche anno fa, avevo dei ricordi gastronimici molto ma molto piacevoli, a maggior ragione perchè ero accompagnata da una mia amica conoscitrice della città, della Spagna e amante della buona cucina.

E a Barcellona non poteva che essere così.. come si fa a resistere alla miriade di localini dove puoi fermarti a bere una birra o ancora meglio un bicchiere di sangria a qualsiasi ora e mangiare dei deliziosi stuzzichini?

Ma andiamo per ordine, ecco i miei 5 piatti assolutamente irresistibili, da provare almeno una volta.

Paella: il piatto più tradizionale della Spagna, per mangiarla davvero buona dicono si debba andare a Valencia, ma quella che ho (più volte ndr) mangiato a Barcellona è stata di assoluto buon livello. Ordinatela per più persone e vedrete quanto sarà più coreografica. Personalmente preferisco quella tutta di mare, solitamente servita nel tegame in cui viene cucinata (quello basso, tondo con i manici ai lati). Tocchi di pesce, calamari e gamberoni la fanno da padrone. Questa volta ho assaggiato anche la variante al nero di seppia (Arroz de negro), buona ma, per lo meno la mia, è risultata un pò salata, vorrà dire che al prossimo viaggio in Spagna, la riassaggerò! 🙂
Come si può facilmente capire, il piatto è super adatto per i bambini e in un colpo solo li avrete accontentati.
Paella

Huevos rotos con patatas y jamón serrano: questa è una tapas fra le più tipiche, l’avevo assaggiata e l’ho riordinata con estremo piacere. Per gustarla davvero, prendete poco altro insieme perchè, come dire…è molto nutriente!! La base è fatta di patate (non necessariamente fritte) e poi sopra l’uovo (stavolta fritto) e pezzetti di jamon serrano a cascata. A dirla tutta, ho provato di recente a rifarla anche a casa, ma purtroppo le ricette che ho trovato su internet indicavano tutte di friggere le patate. Secondo me la cottura invece è un’altra ma certo non sono venute cattive 🙂

Paella

Patas bravas: questa tapas è molto molto diffusa, molto economica, ottima come antipasto, per un aperitivo o uno stuzzichino pomeridiano e da accompagnare rigorosamente con una birra fredda. Le patate rigorosamente fritte (alla fine del post vi renderete conto che la maggioranza dei piatti in realtà prevede la frittura) infatti cosparse da una salsa rosa piccante, perciò avere qualcosa di fresco da bere è proprio l’ideale. La salsa è simile alla maionese ma esistono varie ricette e alcune non prevedono il latte ma solo la farina, il pomodoro, la cipolla e ovviamente…la paprika!

IMG_6376_300Melanzane fritte con salsa al miele: una recente scoperta che ho molto apprezzato anche se di solito non amo l’accostamento salato-dolce. Devo dire che il taglio della melanzana fa la sua differenza perchè per rendere questa tapas davvero buona, le melanzane devono essere tagliate e fritte in modalità chips. Più sottili e croccanti saranno, più delicato sarà il sapore con il miele, più sarà difficile smettere di mangiarle!

IMG_6337_300Croquettes…. e con queste vi si aprirà un mondo! Ne esistono di mille tipi: di baccalà, di jamon, di formaggio, di pesce. In certi posti potrete anche cenarci, ordinandone una di ogni tipo e i prezzi sono assolutamente contenuti. Anche questo è chiaramente super adatto ai bambini…quale bambino non ama le polpette?

Che ne dite… vi ho ispirato? Non dimenticate poi di accompagnare le vostre tapas con la birra o ancora meglio con dell’ottima sangria e poi soprattutto godervi l’atmosfera dei locali spagnoli.

Ho ancora tra i capelli l’odore della Spagna

Da tanto tempo avevo in mente di tornare in Spagna e allora, grazie alle super offerte Ryanair di fine estate, mi sono ritrovata a prenotare un bel week end lungo a Barcellona.

Si, c’ero già stata, nel lontano 1990 o 91 con mamma e papà, quando si facevano quei luuunghi viaggi in macchina alla scoperta dell’Europa, ma in 25 anni le cose cambiano, i ricordi si affievoliscono, noi cambiamo, i posti cambiano e la voglia di tornarci ha vinto su tutto.

Un week end lungo, 4 giorni di full immersion in questa città di puro fermento catalano, di chiese bellissime, di architettura innovativa, di ore tarde, di sole e caldo primaverile, di strade brulicanti ad ogni ora, di tapas che fanno girare la testa, di paella e di tanta sangria da versare dai tipici boccali di coccio.

Vi racconterò come ci siamo organizzati, cosa abbiamo visto e visitato e come abbiamo suddiviso le nostre giornate per accontentare tutti, mamma, babbo e quattrenne, che si è confermato un vero piccolo grande camminatore, non facendosi scoraggiare dai tanti chilometri fatti (circa 20 al giorno secondo l’App del mio smartphone).

4 giorni (comprensivi del viaggio) non sono molti quindi inevitabilmente si devono fare delle scelte e, seppure incerti nel rinunciare a qualcosa siamo stati poi ampiamente ripagati da ciò che invece abbiamo deciso di visitare.

Avendo poco tempo, è indispensabile scegliere un b&b a portata di “centro” e così è stato. Anzi, voglio subito parlarvi della bellissima location trovata tramite booking.com a due passi da Piazza Catalunyia, nel quartiere Eixample di Barcellona.
Violeta Bouquet è un b&b che si trova all’interno di un antico palazzo tipicamente spagnolo. Se arrivate all’aereoporto di Girona e quindi scendete alla stazione dei Bus, lo potete raggiungere a piedi in 10 minuti.
Il B&B si articola su più piani, al primo piano la Reception, alcune camere e le aree comuni: una deliziosa corte esterna con divanetti e tavolini, un salotto e il corner per la colazione non inclusa ma gentilmente offerta, a base di latte, caffè, the e muffin. Tutto l’arredamento, lo stile delle pareti, e i colori, studiati nei dettagli, con un giusto contrasto tra mobili antichi o resi tale e accessori moderni.
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I ragazzi alla reception sono stati sempre molto gentili e disponibili a darci consigli su come muoverci a Barcellona e l’atmosfera che si respira ha proprio il profumo della Spagna.

La nostra camera era al primo piano, spaziosissima, pulita, molto luminosa, silenziosa pur affacciandosi sulla strada e arredata nello stesso stile del b&b. Le camere sono davvero curate nei dettagli: dal phon (vero!) al materasso in lattice senza tralasciare gli accessori da bagno messi a disposizione degli ospiti.
Una volta fatto il check-in, ci sono state consegnate le chiavi di accesso esterne e interne così da renderci indipendenti (la reception rimane comunque aperta fino alle 23).
Insomma, noi ci siamo sentiti a casa!

Dal b&b in 5/10 minuti si raggiunge in piazza Catalunya fulcro della città, per trasporti, negozi (da qui inizia infatti la Rambla), ristoranti e tanto altro.

Per mangiare c’è l’imbarazzo delle scelta, il cibo spagnolo è davvero una garanzia, nessuna difficoltà nemmeno per i viaggiatori più piccoli. Noi abbiamo cercato di evitare i posti più turistici, ci siamo allontanati da Piazza Catalunya come ci avevano consigliati i ragazzi di Violeta Bouquet e ci siamo addentrati nei mercati (soprattutto per merende e spuntini), fra le strade del Barrio Gotico o della Barcelloneta, consultando le nostre guide o App e non siamo rimasti delusi. Ho recensito tutti i ristoranti dove abbiamo pranzato e cenato su Tripadvisor se può esservi utile, ma a seconda di cosa volete assaggiare mi sento di consigliarveli così: per la pella “Guell Tapas”, assaggiate anche quella nera, per le Tapas andate al “Taller de Tapas” (su Passeig de Gràcia), per bere un’ottima Sangria scegliete “La Alcoba Azul” e per il jamon serrano migliore andate “da Alfonso” e ordinate un menù degustazione.

A questo punto, siete pronti a scoprire i nostri itinerari? Rimanete sintonizzati sul blog e nei prossimi giorni vi parlerò delle nostre giornate: