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I pupi palermitani che non ci aspettavamo

Quando siamo partiti per Palermo, una delle cose che mio figlio aveva ben in mente erano i pupi perchè, in vista della partenza, la nonna aveva tirato fuori due marionette comprate a mio marito e mio cognato quando erano piccoli e le aveva fatte conoscere al nipote-viaggiante-viaggiatore, accennandogli la storia di questi due cavalieri. Così siamo partiti con le idee molto chiare: noi a Palermo andiamo a cercare i pupi! Continua a leggere I pupi palermitani che non ci aspettavamo

Scoprire Viareggio e il suo Carnevale del cuore

Viareggio e le sue spiagge, Viareggio e la sua passeggiata, Viareggio e la Versilia.. Cose che sapete ma forse non tutti vi siete mai fermati a riflettere che prima di tutto Viareggio è il suo Carnevale: il Carnevale fatto col cuore che si tramanda di generazione in generazione fra i maestri carristi e la gente che ogni anno partecipa a questa manifestazione.

A me il Carnevale piace, ma i carri li avevo sempre visti solo in TV, con volti di politici che nell’anno avevano lasciato un segno nella storia del paese.

Visitare la Cittadella è invece tutta un’altra storia, è qualcosa che non ci si aspetta, io per prima non avevo idea di cosa mi sarei trovata davanti sabato scorso quando insieme al gruppo organizzato da Silvia Ciriegi per la prima #bloggingexperience, ci siamo recati lì. Continua a leggere Scoprire Viareggio e il suo Carnevale del cuore

Il lago Trasimeno e la sua Isola Maggiore

Il lago Trasimeno è uno di quei posti che avevo imparato a conoscere alle scuole elementari quando la mia maestra ci spiegava la geografia e ci insegnava i nomi dei principali laghi italiani. Ed io questo laghetto (dico laghetto perchè era piccoletto sulla cartina geografica rispetto ai grandi laghi del Nord) me lo sono sempre tenuto a mente. Il destino ha poi voluto che, conoscendo mio marito, mi avvicinassi alla scoperta di questo lago e dei borghi che lo circondano.

E’ un lago tettonico che si alimenta solo da acqua piovana, che offre la possibilità di scoprire tanti luoghi d’arte e piccoli borghi, assaporare la cultura dei pescatori del lago ma anche di immergersi in una natura e atmosfera nuove, o per lo meno per me lo sono state  (anzi se avete voglia di scoprire una vera e propria oasi naturalistica e fare una bella esperienza di birthwatching, leggete la nostra esperianza qui).

Il lago ha il suo fascino in ogni stagione e ha sempre qualcosa da offrire, anche solo un pò di aria salutare lontana dallo smog delle grandi città. Ovviamente rinasce in primavera quando il lungolago si riempie di verde, di piccole spiaggette che iniziano ad essere attrezzate con ombrelloni, sdraio e pedalò, i campeggi si riempioni, arrivano tanti turisti, tanta gente del luogo che nei week end trascorre le giornate qui, e tanti pescatori piò o meno amatoriali che popolano le rive.Lago Trasimeno

Fra le tante possibilità che offre, il giorno di Pasqua abbiamo deciso di rifare una bella gita sull’Isola Maggiore, prendendo il vaporetto dal molo di Castiglione._DSC0066_474 L’isola si gira comodamente in un’ora, un’ora e mezza; vi suggerisco, appena scesi, di girare a sinistra e salire su per arrivare alla Pieve (la salita è abbastanza comoda). Non proseguite sul lungo lago perchè rischiate di dover fare troppo salita dall’altra parte dell’isola per arrivare alla chiesa. Seguite il nostro itinerario qui sotto e vedrete che anche per i bambini la passeggiata sarà gradevole, anzi quasi all’inizio della strada verso la piede troverete dei giochi per bambini e dei tavolini da picnic, così da fare una sosta all’andata o al ritorno. IMG_7564_474

L’isola ha vissuto ahimè l’abbandono dei suoi abitanti che da 600 sono diventati solo 17, in inverno, e poco più del doppio in estate quando si popola di turisti che soggiornano qui,  o di ex residenti che tornano nelle loro case per trascorrere i mesi estivi.
L’isola è famosa per la lavorazione del merletto che Guglielmo I, un ex ammiraglio trasferitosi qui, avviò aprendo una vera e propria scuola all’interno del  suo bellissimo castello che costruì come fosse il posto di comando di una nave.Castello Guglielmo I - Isola Maggiore Il Castello al momento (da un pò di anni, per la verità) è chiuso, i lavori di ristrutturazioni sono bloccati e purtroppo  non è possibile visitare la parte dell’isola intorno all’edificio. Peccato, a detta nostra ma anche a detta delle guide che abbiamo trovato nella Pieve e nel museo, perchè era ricco di opere che purtroppo con l’abbandono sono andata perse.
La lavorazione dei merletti sull’isola si distinse da quella tradizionale per l’uso di un ago appuntito e finissimo e di un filo molto sottile con i quali venivano realizzati i famosi merletti a punto Irlanda, caratterizzati da motivi floreali, uniti tra loro attraverso una rete.

Merletto a punto d'IrlandaIl merletto nasce per imitare nella leggerezza i più famosi ricami veneziani a punto in aria ma assume poi una connotazione nuova e orignale grazie all’unione di motivi ricorrenti, lavorati singolarmente e che, uniti, danno vita a oggetti di forme e dimensioni diverse. Il museo del Merletto che trovate davanti al molo ci ha fatto fare un vero tuffo nel passato, vi sono esposte infatti tanti manufatti dell’epoca e anche un bellissimo abito da sposa.

L’altro motivo che rende l’isola famosa è il passaggio di San Francesco d’Assisi che trascorse qui un’intera Quaresima in digiuno e preghiera. La principale testimonianza del suo passsaggio  rimane nella precoce presenza (fin dal ‘200) dei frati francescani sull’isola che vi costruirono un piccolo convento, successivamente ampliato per diventare l’attuale Pieve di San Michele Arcangelo. Sentiero di San Francesco - Isola MaggioreDue luoghi sono tutt’ora venerati perchè legati al passaggio del Santo, la fonte che Francesco stesso scavò con le sue mani per far affiorare l’acqua  e una cappellina con all’interno quello che fu il suo giaciglio durante la Quaresima che trascorse sull’isola.

La passeggiata è davvero piacevole e quello che vi consiglio è di entrare nella Pieve, nella casa del Capitano e nel museo del Merletto e lasciarvi guidare dai volontari che sono presenti e pronti a raccontarvi un pò di storia e aneddotti di questa bella isoletta del Trasimeno.

PS: questo weekend (9-10 Aprile 2016) Castiglion del Lago si è svolta la tradizionale Festa del Tulipano. Tutto il paese, diviso in contrade, ha partecipato come ogni anno a questa manifestazione creando delle bellissime opere con i tulipani e le espone fuori dalle proprie case. Terrazze, porte, balconi ma anche carri allegorici che sfilano per le vie del paese, sono realizzati in un tripudio di colori che vi lasceranno a bocca aperta.
Festa del Tulipano Castiglion del Lago

Noi ci siamo stati lo scorso anno per la prima volta e siamo rimasti a bocca aperta. La festa nacque negli anni ’50 quando alcune famiglie olandesi trasferitesi qui proprio per coltivare i bulbi, iniziarono a festeggiare l’arrivo della primavera addobbando le terrazze e creando dei carri con il primo fiore del tulipano, quello troppo piccolo per essere venduto.
Da allora continua questa tradizione che trasforma Castiglion del Lago in un bellissimo e coloratissimo paese fiorito. Qualcuno di voi c’è stato?

Settimana bianca: la valigia dei bambini

Non so voi, ma io la valigia per andare a sciare la trovo… FACILE… permettetemi di dirlo. Facile per me che lascio a casa quei pochi trucchi che di solito uso, collanine, braccialetti e anelli che di solito ho sempre dietro, mi spoglio di tutti i vezzi nell’abbinare modelli e vestiti, porto solo un pettine tanto è inutile tentare di spazzolarsi bene i capelli visto che i cappelli di pile spiaccicano ogni bene e riempio la valigia di pile, magliette termiche e pantaloni tecnici..TOP! Una valigia che quindi ha poche pretese se non stare comodi e coprirsi bene.

Se però passiamo alla valigia per mio figlio, da mamma premurosa-che-vuole-pensare-a-tutto, comincio a fare la lista delle cose che assolutamente non devono mancare. Ieri, con la preziosa collaborazione del mio piccolo viaggiatore, abbiamo fatto insieme la sua valigia e mi ha stupito come abbia ben chiari certi passaggi.

Vi racconterò cosa abbiamo messo in valigia, quello a cui ha pensato lui e quello che ho messo io per lui, perchè possa avere il necessario per sciare, trascorrere qualche giorno di vacanza e tamponare qualche eventuale disagio/malanno.

Ha esordito dicendo “Mamma, se dormiamo fuori, dobbiamo portare i librini da leggere quando si va a letto“. E niente…lo adoro perchè anche io, quando parto, penso sempre a quale libro da leggere portare (stavolta ne ho comprato anche uno per l’occasione…yeahh). E quindi per prima cosa gli ho fatto scegliere 3/4 librini da portare. Su quali edizioni di solito compriamo perchè ottime e soprattutto leggere da portare in valigia, ve ne ho già parlato qui. Stavolta ha optato per il furbo Guizzino, l’inseparabile Pezzettino, l’intramontabile Pinocchio e un istruttiva “Favola di Mamma pipistrello“. Per finire il giro, abbiamo messo in valigia anche due album da colorare, i pennarelli e un’edizione di memory tascabile e due piccole moto (come fai a partire senza 😊)  Confesso che ci porteremo dietro anche un lettore per guardare i cartoni, che useremo per il viaggio visto la sua poca passione per il tempo da trascorrere in auto.
Quando saremo lì, in hotel ci aspetta una sala attrezzata con giochi per bambini e spero anche altri bambini, quindi avranno sicuramente come intrattenersi. Mi porto dietro gli album da colorare e il memory perchè l’anno scorso ad esempio, dopo aver giocato nella stanza dei giochi, i bambini si mettevano tutti intorno ad un tavolo a condividere i giochi che ognuno aveva portato.

Detto questo passiamo invece all’abbigliamento. Qui ho cercato di concentrare tutto e ho fatto delle scelte, che ne pensate? Ho dimenticato qualcosa?

  • tuta da sci (ovvio, ma si parte da quella)
  • stivaletti doposci
  • 1 paio di scarpe da ginnastica (per stare in hotel)
  • guanti da sci e guanti di lana (per le passeggiate in paese)
  • scaldacollo
  • 2 cappelli  e dico 2… l’anno scorso infatti ci è capitato di perderlo e quindi menomale che la mamma c’aveva pensato (nulla di male, tutto si può comprare, figuriamoci un cappello di pile in una località sciistica, ma a volte averlo, facilita)
  • 2 pile
  • 1 felpa
  • 2 maglie termiche
  • 1 calzamaglia tecnica
  • 3 maglie a maniche lunghe (per stare in hotel), ovviamente ha scelto le sue preferite
  • 1 pantalone di pile e 1 pantalone da tuta
  • calzini pesanti (anche di ricambio da tenere nello zaino, perchè a noi è capitato spesso di bagnarli)
  • un micro asciugamano (me lo terrò nello zaino per ogni evenienza)
  • occhiali da sole, mio figlio ne è un utilizzatore estremo
  • pigiama, ciabbatte e biancheria intima
  • una crema solare (l’anno scorso tempo splendido, magari riusciamo a replicare?)
  • uno stick labbra per il freddo IMG_7192_250
  • spazzolino, dentifricio (ovviamente)
  • un antipiretico per la febbre, termometro da viaggio, lo sciroppo per la tosse, dei fermenti e, trattandosi di maschietto, il kit emergenza-per-infezione-al-p******ino.  Direte “accidenti, addirittura?”. Addirittura si, il mio bimbo non ne soffre spesso, gli è successo solo due volte in vita sua ma l’ultima si è verificata proprio l’anno scorso, il primo giorno della nostra settimana bianca. Quindi… anzichè chiamare la pediatra da 2000 metri, farsi infamare perchè sono lassù  e poi  implorare il farmacista di paese di darmi l’occorrente da lei indicato per sfiammare, stavolta parto attrezzata!

Mi pare non ci sia altro, adesso sta a voi dirmi cosa ne pensate.
Sono riuscita a concentrare abbastanza?

Morbegno, il Bitto e la Famiglia Ciapponi

Metti la Valtellina, una giornata nevosa, un consiglio di un’amica ed eccoci a Morbegno, la patria del più buono formaggio DOP valtellinese: il Bitto.

A circa un’ora da Tirano si trova questo delizioso borgo ai piedi delle Alpi Retiche, sempre in provincia di Sondrio, che ci ha regalato un percorso gastronomico attraverso la memoria di uno dei suoi abitanti più famosi. Continua a leggere Morbegno, il Bitto e la Famiglia Ciapponi

Trenino Rosso del Bernina: le nostre fermate

La linea del Bernina, patrimonio Mondiale dell’UNESCO, collega la cittadina di Tirano alla più famosa cittadina di St. Moritz, 60km di ferrovia, con circa 190 ponti, 60 gallerie, ponti elicoidali e viadotti…e tutto senza cremagliera!  Si parte da 429mt sul livello del mare, per arrivare ai 1700 circa di St. Mortiz, passando dal punto più alto a 2253mt di Ospizio Bernina. Continua a leggere Trenino Rosso del Bernina: le nostre fermate

Capodanno sul Trenino Rosso del Bernina: istruzioni per l’uso

Quest’anno avevamo pochissimi giorni a disposizione per Capodanno perciò serviva un posto non troppo lontano da raggiungere, magari in montagna e con qualcosa di sfizioso da fare e vedere.

E così, dopo un pranzo di famiglia, nel mese di ottobre, durante il quale i miei zii ci raccontavano di questo affascinante percorso in treno tra l’Italia e la Svizzera che loro avevano fatto d’estate, ci siamo detti “perchè non andarci per Capodanno?” Continua a leggere Capodanno sul Trenino Rosso del Bernina: istruzioni per l’uso

Il parco preistorico di Peccioli e dintorni

Fine settembre, aria buona, tempo bello, domenica perfetta per organizzare qualcosa. Nasce cosí la nostra giornata al Parco Preistorico di Peccioli, il parco con le riproduzioni a grandezza naturale dei dinosauri, meta quindi decisamente gettonata dai bambini.

Dalla Fi-Pi-Li uscite a Pontedera e seguite le indicazioni (ricordandovi di girare a sinistra appena dopo l’uscita dalla superstrada, dopodichè sarà sempre segnalato) e a circa 10km troverete il parco (biglietto 5€ adulti, 4€ per bambini – parcheggio gratuito).

Il parco nasce dalla mente di un ex-circense ritiratosi qui dalla vita itinerante del circo, e che acquistò a Peccioli l’attuale terreno e una vigna, scoprendo piano piano che poco sotto i suoi peidi c’erano conchiglie e resti fossil. Da lì cominciò a coltivare l’idea di creare un luogo dove mostrare questi piccoli tesori, magari incastonandoli in un ambiente che poteva riprodurre la natura e gli animali dell’epoca a cui risalivano i suoi ritrovamenti. E così alla fine degli anni ’70 fu aperto il parco con le prime riproduzioni a grandezza naturale dei dinosauri preistorici. Ad oggi sono poco più di 20, incastonati tra gli alberi, con tanto di vulcano che erutta nel sottofondo e con la ricostruzione più grande in Europa di un branchiosauro.BLOG_DSC0058

Il parco non è grandissimo, in un’ora circa si fa tutto il giro, leggendo tutti i pannelli didattici e osservando da vicino questi enormi dinosauri e per i bambini è davvero ideale: curiosità ed entusiasmo la faranno da padroni nel rivedere gli animali dei loro cartoni, dei libri da leggere e da colorare.BLOG_DSC0060

Il mio correva da uno all’altro al grido di “mamma, babbo, guardate c’è il t-rex”, oppure “lo sapete che questo mangia solo l’erba?”, tutto questo camminando fra un brontosauro, un velocitaptor, uno stegosauro e molti altri compreso un gigantesco mammuth che non poteva che catapultarci nelle immagini dell’Era Glaciale. Che poi mi domando, come fa a sapere certe cose a 4 anni? Dove le ha imparate? Io non ho idea se sia più forte un T-Rex o un velociraptor mentre lui mi risponde sicuro che il T-Rex è quello più cattivo di tutti!!

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Appena fuori dal parco, c’è poi a disposizione un’ampia zona giochi e molti tavoli da pic-nic e anche i servizi igienici, così così se siete vicini all’ora di pranzo e soprattutto siete partiti attrezzati, c’è la possibilità di rimanere qui.IMG_6099_mod copia

Noi abbiamo optato per usare l’area giochi, la carrucola ha avuto molto successo con  mio figlio, non so quante volte è andato su e giù,  dopodichè abbiamo optato per un pranzo nel borgo di Peccioli, in un ristorante cercato su internet nei giorni passati e che non ha deluso le nostre aspettative, L’ Amicone (appena mi pubblicano la recensione, ve la posto).

Per il resto della giornata, visto che avevamo ancora voglia di starcene un pò a zonzo, abbiamo attraversato la tenuta di Castelfalfi, un vecchio borgo abbandonato e recentemente ristrutturato da una società tedesca che lo ha trasformato in un resort di fascia medio alta. Nel borgo troverete diverse botteghe dove assaporare i sapori del luogo, un ristorante di qualità e tutto intorno un bellissimo campo da golf, piscine, frantoi, cantine e le strutture ricettive della tenuta.

Proseguendo, data la vicinanza (circa 20 km) abbiamo concluso la nostra serata a San Gimignano, deliziandoci con uno dei gelati più premiati d’Italia e gustandolo tra le affascinanti torri del Borgo più bello d’ItaliaIMG_6106_mod

10 giorni in Calabria #10cosedafare

Finalmente i miei 10 giorni in Calabria sono arrivati e con loro tutto quello che in Calabria a luglio si può fare. Un pò perchè torni a casa di mamma e papà , un pò perchè è luglio e secondo me è il momento migliore per apprezzare quello che in Calabria c’è da apprezzare: il mare, le spiagge ancora non troppo affollate, le giornate lunghe, i luoghi storici sul mare, l’ottimo cibo. Cibo che non sempre è così estivo ma che ci volete fare, in Calabria il cibo è 4 stagioni quindi non vi meravigliate se vi dico che con 40 gradi all’ombra qualcuno vi preparerà comunque una fritturina veloce veloce.

Se avete abbastanza giorni come me e non volete solo cuocervi al sole del sud, vi spiego 10 cose (culturali e gastronomiche e non solo) che io non mi sono persa

Una passeggiata per le vie di Tropea, facendosi accompagnare dai profumi e i colori delle gastronomie dove potrete fermarmi e gustare un crostino con la ‘nduja, una composta di cipolla oppure comprare un pò del peperoncino tipico della zona

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Se poi vi scappa anche un bagno al tramonto in una delle sue bellissime spiagge, non avrete che da guadagnarne! L’acqua qui è di un colore smeraldo da cartolina, fondale sabbioso e il panorama alle vostre spalle di una bellezza mozzafiato
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Visitare Catanzaro, la città (e anche capoluogo) delle tre V: Vento, Velluto e Vitaliano. Un detto popolare della zona dice infatti che “Trovare un  amico è così raro, come un giorno senza Vento a Catanzaro” e queste ve la dice lunga sul suo manifestarsi in città e nei dintorni. Probabilmente la sua posizione nel punto più stretto della Calabria (da qui anche Città dei due Mari), generano una confluenza di venti dallo Ionio, dal Tirreno e dalla Sila che non la esonerano dall’essere così ventosa. Il Velluto, insieme a seta e damasco, era una delle antiche produzioni che dava lustro e ricchezza alla città e Vitaliano il suo santo patrono. Propio per la seta e per la sua posizione strategica, greci, bizantini, normanni e saraceni, sono stati attirati da questo territorio, lasciando un patrimonio artistico molto ampio. Le sue numerose chiese, i suoi vicoli, i palazzi storici vi faranno vivere le epoche ripercorrendo tra storia, tradizioni e leggende.
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Mangiare una bella frittura di Surici e fragaglia. Scegliete o fatevi consigliare un buon ristorante sul mare, magari con una bella terrazza vista mare e fidatevi del cameriere quando vi suggerisce di ordinare la frittura di fragaglia. Qualcuno non lo considererà giusto per i nostri mari ma devo ammettere che la bontà di questo piatto e il sapore di mare che sentirete sarà assoluto. fragagliaIn alternativa vi suggerisco il fritto di “surici“, pesci tipici della zona ionica, meglio conosciuti come pesci pettine. La carne di questo pesce è bianchissima e il corpo talmente allungato e piatto da renderne obbligatoria questo tipo di cucina. suriciUn pesce dai colori quasi tropicali, che si pesca solo in estate ed è indubbiamente uno dei piatti tipici e più genuini della zona.

Affacciarsi dal terrazza del Rebus e ammirare la spiaggia di Caminia. E’ uno dei punti panoramici per me più belli, lungo la statale 106, nel tratto tra Catanzaro Lido e Soverato. Un punto in cui il mare è così blu e il fondale così limpido che potrete vedere l’ombra delle barche sul fondale, la sabbia bianchissima di questo tratto di mare che si alterna a scoglio rocciosi che si protendono nel mare

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Tuffarsi dagli scogli a Pietragrande. Questo in realtà non l’ho mai fatto ma sogno da quando ero piccola di avere il coraggio di farlo. Arrampicarmi fino al punto più alto dello scoglio di Pietragrande e tuffarmi giù come ho sempre visto fare decine e decine di ragazzi e non. Se non soffrissi di vertigini lo avrei già fatto un’infinità di volte, quindi non riuscendoci mi soffermo ogni volta a guardarli da lontano ammirando il loro coraggio di tuffarsi dall’alto verso il blu cosí profondo e trasparente.pietragrande

Bere una Brasilena fredda in un caldo pomeriggio d’estate, seduti sul lungomare e ammirando il mare blu fino a petdita d’occhio. Se non conoscete  questa bibità al caffè rintracciabile solo in Calabria e in pochissimi altri posti in Italia (magari in una gastronomia del nord aperta da un Calabrese che la esporta), vi consiglio di assaggiarla se siete in loco. Ho amici che continuano a chiedermi di portarla quando rientro dalla Calabria, assaggiata una volta, crea dipendenza! 🙂

Fare il bagno a Le Castella, davanti a questo bellissimo castello aragonese che si trova su una striscia di terra che si protende nel mare. È vero che ora ci sono molti più negozietti e ristoranti nelle stradine subito davanti alla lingua di terra ma il suo fascino rimane intatto. Nuotate dalla spiaggia a sud del castello magari con maschera e boccaglio e potrete ammirare una fondale da riserva marina con pesci coloratissimi che nuotano intorno agli scogli. Queste spiaggie si trovano praticamente già all’interno della Riserva Marina di Isola Capo Rizzuto dove potrete fare immersioni e gite su piccole imbarcazioni per ammirare il castello che sembra affiorare dall’acqua e questo tratto di costa direttamente dal mare. Da qui infatti, si dice, sia possibile avere a vista d’occhio il tratto più lungo di costa ionica.

Mangiare una brioche ripiena di gelato. La brioche in Calabria e Sicilia é un’istituzione, la brioche “cu tuppu” dal profumo inconfondibile, a colazione, a mezza mattina, a merenda il pomeriggio, dopocena, insomma a qualsiasi ora va bene. Inzuppata nella granita o ripiena di marmellata o cioccolata, per gustarla al meglio secondo me bisogna riempirla di gelato. In tutte le gelaterie troverete infatti le brioches sempre disponibili. Se poi avete fortuna di trovarle appena sfornate oppure comprarle direttamente al forno, potrete apprezzarne ancora di più il loro sapore e la loro fragranza 

Gustare una cremolata al Jolli Caffè a Stalettí (Magari anche questa con una bella brioche). Sorella pregiata della granita, la sua principale materia prima è la frutta (non lo sciroppo), poi un pò di zucchero e la lavorazione fanno il resto. L’originale è alla mandorla ma a ruota seguono quella al pistacchio, alla mandorla, e poi alla frutta, ai fichi (la mia preferita) alle more di gelso, al melone, ai frutti di bosco, al cocomero e tanto altro! Questo bar è famoso in tutta la costa, se poi è anche una giornata calda, potrete apprezzare il vento che tira sulla collina

Visitare un borgo antico dell’entroterra perchè quando al mare fa davvero caldo, si può sperare di trovare un pò di refrigerio allontanandosi dalla costa, salendo sulle colline subito a ridosso. Questa volta, percorrendo la SS106 in direzione nord abbiamo scelto di viditare Cropani Superiore, un piccolo borgo la cui origine è contesa fra l’epoca bizantina e XIII secolo quando dei marinai veneziani che trasportavano le reliquie di Marco Evangelista si rifugiarono qui. In senso di gratitudine furono donate alla cittá alcune reliquie oggi custodite nel duomo romanico. La sera che passeggiamo per le vie di Cropani fa davvero caldo, incontriamo un vecchino che ci racconta di quante poche serate così calde ricorda nella sua vita … Lui cerca un riparo ai giardinetti del paese, noi un ristorantino dove aspettare la frescura della tarda serata..

  

Fosso Bandito: mangiare in modalità #familyfriendly

Visto il week end bollente appena trascorso ho pensato di inziare la settimana col parlare di un posto  che frequento da un paio di estati e che è davvero uno di quei luoghi che se chiudo gli occhi e penso “dove potremmo andare a mangiare una pizza all’aperto e stare bene con grandi e piccini?”, è il primo che mi viene in mente..sempre!

Perchè per andare a cena fuori con i bambini, non pensi solo a mangiare bene ma anche se gli spazi possono essere adeguati alle esigenze dei piccoli, se l’accoglienza è quella giusta, se ti possono offrire quel qualcosa in più per goderti la tua cena e stare serena, perchè vedi che anche il tuo bambino si diverte in quello stesso luogo e non ha invece voglia di scappare fuori di lì prima possibile.

Ecco perchè voglio parlarvi di questo ristorante-pizzeria Fosso Bandito che si trova a Firenze nel Parco delle Cascine, in un’area in cui un tempo era situata una delle discoteche all’aperto più famose della città e che d’estate era uno dei luoghi più frequentati (anche dalla sottoscritta!!!).

Che lì un tempo ci fosse una discoteca si intuisce anche dal fatto che le grandi piste da ballo sono adesso il perimetro che delinea lo spazio dedicato ai tavoli, a quello per la musica dal vivo o alle altre serate a tema che vengono organizzate. Venerdì ad esempio c’era una dimostrazione gratuita di tango fatta dai Maestri Fondatori della Scuola Tango Club e Milonga.

Ma il fattore premiante di questo ristorante è il bellissimo spazio dedicato ai piccoli che come prima cosa e, per me fa davvero la differenza, si trova vicino ai tavoli. Chiaramente non a tutti i tavoli, che sono tantissimi visto l’ampio spazio, ma al momento che chiamate per prenotare, potete tranquillamente chiedere di avere un tavolo più vicino ai giochi e, se possibile, sarete accontentati. Così faccio sempre io e così ho modo di stare comodamente seduta mentre mio figlio scorrazza allegramente nell’area giochi rimanendo sempre sotto l’occhio vigile di mamma e babbo. E così l’attesa di essere serviti, scivola comodamente per tutti. Perchè, non so per voi, ma quello è sempre l’intervallo più delicato di una cena, che se poi disgraziamente si prolunga, diventa impegnativo per tutti. Aivoglia poi a portarsi pennarelli e libri da colorare, ma sapere di trovarsi poi davanti a tutto questo, è decisamente un’altra storia.

Area Giochi - Ristorante Pizzeria Fosso Bandito FIRENZE

Ci sono giochi per tutti, la casetta/castello accessibile anche ai piccoli, la ruota che gira, gli altoparlanti a distanza, le arrampicate per i più grandicelli. E tutta la zona ha il pavimento che attutisce le cadute. In più, c’è una bellissima parete adibita a lavagna con gessetti colorati, dove i più creativi potranno sbizzarrirsi a disegnare.

 Area Giochi - Ristorante Pizzeria Fosso bandito

Oltre a tutto ciò, è disponibile un menù per bambini anche con la possibilità di avere delle pizze baby. Di grande successo anche i gelati artigianali provenienti da una delle gelaterie più famose di Firenze (La Carraia) e una larga scelta di ghiaccioli che, devo dire, nelle serate calde come quella di venerdì scorso, riscuotevano un  grande successo su tutti.

Segnalo per le mamme dei più piccoli che nel bagno è disponibile un bel fasciatoio.

Fuori dall’orario del ristorante o se volete solo gustare semplicemente un aperitivo, il bar è aperto dalle 8:30 alle 2:00 e potete godere di tutto lo spazio all’aperto sempre mentre i vostri figlio giocano liberamente.

Altre aree sono poi disponibili per organizzare eventi privati o feste di compleanno all’aperto o con l’ausilio di tensostrutture e nei week end è attivo anche un servizio di noleggio biciclette per il parco.

Mamme, che ne dite, ci vediamo a Fosso Bandito una di queste sere? 🙂

Per info: www.fossobandito.com